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Agricoltura Bio, arriva il marchio di qualità. Più fondi alla ricerca. Valentino Mercati: una svolta necessaria.

Agricoltura Bio, arriva il marchio di qualità. Più fondi alla ricerca. Valentino Mercati: una svolta necessaria.

Con il via libera del Senato, il decreto n. 988 sull’agricoltura biologica è sempre più vicino alla conversione definitiva in legge. Oltre a delineare una serie di canoni che disciplinano i metodi biologici e biodinamici, semplifica le procedure amministrative, introduce l’uso di un marchio nazionale che distingua i prodotti realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia, stanzia fondi per la ricerca scientifica ma soprattutto risponde a esigenze di impatto ambientale e umano di cui le tecniche tradizionali spesso sono la causa.

Una legge che guarda al futuro. Mercati, presidente di Aboca, difende la riforma dell’agricoltura biologica.

La legge sull’agricoltura biologica, ancora in discussione in Parlamento, ha I suscitato un accesso dibattito, soprattutto per l’inclusione delle tecniche biodinamiche che, secondo numerosi ricercatori, tra cui si è segnalata la senatrice a vita Elena Cattaneo, biologa e farmacolaga, non ha basi scientifiche. Ne parliamo con il presidente di Aboca, Valentino Mercati, che, in questa intervista, spiega la sua posizione, quella di un gruppo agroalimentare importante e ben inserito nel segmento bio.

Pubblicata la Relazione di impatto 2020 di Aboca

Aboca, che dal 2018 ha adottato la forma giuridica di Società Benefit, ha approvato e pubblicato la Relazione di Impatto assieme al bilancio economico relativo all’anno 2020.

Dopo i riconoscimenti ottenuti nel 2019, in cui la Relazione di Aboca è stata premiata come “la più votata e divulgativa per i consumatori tra le Società Benefit” e inserita nell’Index Future Respect, sono state introdotte alcune novità come la valutazione del contributo dell’azienda agli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’analisi ha evidenziato che il modello di azienda adottato da Aboca è in grado di contribuire significativamente agli obiettivi 3 “Salute e Benessere”, 12 “Consumo e produzione responsabili”, 15 “Vita sulla Terra”.

“L’attuale modello economico – scrive nell’introduzione alla Relazione di impatto 2020 l’Amministratore delegato di Aboca Massimo Mercati – continua a misurare il proprio successo su indicatori come l’aumento dell’utilizzo di energia e acqua, della produzione di carne da allevamenti intensivi, del consumo di fertilizzanti e pesticidi e del consumo di plastica.

Il percorso che Aboca porta avanti da oltre 40 anni è la dimostrazione che fare impresa tenendo insieme il profitto e il bene comune non solo è necessario, ma è possibile”.

Come raccontano in modo dettagliato le pagine della Relazione, il 2020 è stato un anno particolarmente difficile a causa della pandemia. Nonostante tutto, Aboca ha confermato e rilanciato l’impegno per creare valore positivo per le persone e per l’ambiente. L’azienda ha ottenuto la certificazione Biodiversity Alliance raggiungendo il massimo punteggio disponibile (100/100) che attesta la qualità biologica dei nostri terreni e la conservazione dell’agro-biodiversità. Inoltre, sul fornte Risorse Umane, è stato concluso un nuovo ambizioso piano di mappatura e sviluppo delle competenze dei collaboratori, per investire ancora di più sulle persone

Leggi la Relazione di impatto 2020

La relazione di impatto è uno strumento che le Società Benefit sono tenute per legge a redigere e ad allegare al bilancio. Il documento rendiconta puntualmente le attività svolte dall’impresa ed è redatto seguendo uno standard di terza parte (nel caso di Aboca si tratta del BIA, Benefit Impact Assesment dell’ente no profit B Lab) per valutare le performance della società in termini di impatto e di Beneficio Comune prodotto.