19/02/2020

Biodiversità

Certificazione Biodiversity Alliance per Aboca
Le nuove analisi confermano il crescente impegno della “Healthcare Company” toscana nella tutela della biodiversità nelle coltivazioni biologiche.

Assegnati 97 punti su 100 per la qualità biologica del suolo.

Con 97 punti su 100 è stata nuovamente rilasciata all’azienda toscana la certificazione Biodiversity Alliance. Attraverso un accurato processo di analisi da parte di CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) è stato ribadito l’impegno di Aboca per la sostenibilità ambientale, confermando una vocazione che da sempre fa parte del DNA dell’azienda. Le analisi effettuate nel 2019 sui terreni dell’azienda toscana hanno addirittura evidenziato come nel tempo la qualità biologica del suolo sia migliorata: le coltivazioni dell’azienda erano infatti già state analizzate negli scorsi anni, ottenendo la certificazione Biodiversity Alliance con 91 punti su 100.

Le analisi sulle coltivazioni Aboca
Per la realizzazione di integratori e dispositivi medici a base di sostanze vegetali l’impresa gestisce oltre 1700 ettari di terreno tra la Valtiberina e la Valdichiana, nella più totale adesione ai principi dell’agricoltura biologica. Grazie a una costante ricerca scientifica, l’azienda coltiva 67 specie di piante officinali, mantenendosi fedele al principio del “100% naturale e biodegradabile”: una scelta fondamentale per la salute dell’uomo e per quella dell’ambiente.
È fondamentale, in questo caso, anche per la salute del suolo. L’analisi che ha portato al rilascio della Biodiversity Alliance è stata effettuata da CCPB, società accreditata dal Ministero per le Politiche Agricole che da oltre 30 anni si occupa di attestazioni di aziende del settore agro-alimentare. Dagli studi è stato rilevato che i terreni di Aboca non solo hanno un elevatissimo grado di biodiversità, ma che – a differenza di quanto accade solitamente – la qualità del suolo delle superfici agricole dell’azienda è migliorata nel tempo. L’elevatissimo punteggio ottenuto da Aboca, 97 su 100, è segno di una gestione dei terreni non solo sostenibile, ma addirittura rigenerativa.

Come funziona la certificazione e l’indice della Qualità Biologica del Suolo
L’indice QBS (Qualità Biologica del Suolo) assume alti valori quando il livello di disturbo del suolo è basso, mentre tende a diminuire nelle situazioni caratterizzate da un elevato impatto antropico. Il risultato sui terreni Aboca è ancor più significativo se confrontato, ad esempio, ad analisi compiute su aree boschive non interessate da attività agricola: la qualità del suolo dei terreni coltivati da Aboca è paragonabile a quelli ottenuti in ambienti forestali non disturbati dall’uomo.
Lo studio compiuto da CCPB nel 2019 ha coinvolto delle colture di biancospino, di grindelia e di altea, tre delle piante dalle quali Aboca ricava i complessi molecolari vegetali utilizzati per i suoi prodotti terapeutici: in tutti e tre i casi è stato rilevato un altissimo grado di biodiversità, una fauna del suolo estremamente ricca e caratterizzata da un elevato grado di adattamento. Aboca da sempre rifiuta l’utilizzo di pesticidi e OGM e sostiene il progetto di FederBio “Cambialaterra” per informare e sensibilizzare i consumatori sui rischi dell’agricoltura convenzionale e sull’utilizzo di fertilizzanti di sintesi. Una scelta che ha una ricaduta positiva sulla salute dell’uomo e su quella dell’ambiente.

L’azienda, che dal 2018 ha modificato il proprio statuto in Società Benefit, ha inoltre da poco ricevuto la certificazione B CORP®: B Lab, l’ente internazionale deputato ad assicurare che un’azienda operi secondo i più alti standard di performance sociali e ambientali, ha riscontrato nell’attività dell’azienda toscana uno straordinario impegno per la tutela ambientale e in particolare per la valorizzazione della biodiversità. Una conferma ulteriore che business e sostenibilità sono compatibili e che un nuovo paradigma di impresa è davvero possibile.

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